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Visualizzazione dei post da Novembre, 2014

...E DOPO?

sto andando a Roma tutti i giorni.
tutti i giorni treno, autobus, scendere, altro autobus, ospedale.
si aspetta finchè non è il momento di entrare, e là fuori si scambiano quattro chiacchiere, tra preoccupazione e speranza.
non ho stanchezza fisica, ma piuttosto una specie di spavento sottile e perenne.
la sensazione che tutto debba ancora succedere.
e quello che è accaduto, è lontano anni luce, eppure ci pesa addosso come un macigno.

ieri sera sono tornata prima, perchè tanto non potevo rientrare per stare con lei.
una regola dice:
dopo le 17,30 può entrare UN SOLO GENITORE.
ieri sera, toccava a lui.
è giusto che ci si dia il cambio.

lei è abbastanza tranquilla.
ma vedo che inizia a pensare al DOPO.
come tutti noi, d'altronde.
la psicologa ci ha "invitati"a pensare al DOPO.
"cosa vi preoccupa di più riguardo le dimissioni?"
"come pensate sarà la vostra vita dopo il ricovero?"

spiazzante.
ora dobbiamo pensare...
farci domande, cercare risposte, aiuti …

SEI TORNATA

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finalmente sei tornata.

anche se un po' diversa,

anche se con quel velo nello sguardo

che sembra chiedere:

"cosa succede adesso?"



finalmente sei tornata,

tra le mie braccia,

e ti appoggi al mio corpo

come una bimba piccola

che cerca calore

nonostante le tue braccia 

quasi mute.




finalmente 

mi guardi

e

mi riconosci



ti riconosco.





I CIELI SONO UGUALI (p.salinas)

I cieli sono uguali
Azzurri, grigi, neri,
si ripetono sopra 
l'arancio o la pietra:
guardarli ci avvicina.
Annullano le stelle,
tanto sono lontane
le distanze del mondo.
Se noi vogliamo unirci,
non guardare mai avanti:
tutto pieno di abissi,
di date e di leghe.
Abbandonati e galleggia
sopra il mare o sull'erba,
immobile, il viso al cielo.
Ti sentirai calare 
lenta, verso l'alto,
nella vita dell'aria.
E ci incontreremo
oltre le differenze
invincibili, sabbie,
rocce, anni, ormai soli,
nuotatori celesti,
naufraghi dei cieli.




cat power

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DENTRO

IMMAGINATE UNO TSUNAMI.
IMMAGINATE LA VOSTRA VITA ROVESCIATA, SPARPAGLIATA, FRAMMENTATA...
SOTTOSOPRA.
IMMAGINATE CHE I VOSTRI RITMI VITALI NON COINCIDANO PIU' CON QUELLI CHE AVEVATE UN GIORNO PRIMA.
NIENTE E' PIU' AL SUO POSTO.
LE PRIORITA'.
LE PICCOLE COSE QUOTIDIANE CHE DANNO (IN FONDO) SICUREZZA.
IL PRANZO, LA CENA, IL SONNO, LA FAME.
NON SAI PIU' DOVE COLLOCARLE.
IMMAGINATE IL CAOS.

IL LETTO DIVENTA UNA SPECIE DI RIFUGIO COMPASSIONEVOLE.
TI ACCOGLIE LA SERA, COME UN AMICO FIDATO E AFFIDABILE.
E LI', SOPRAGGIUNGE QUASI SUBITO UN SONNO DISTURBATO, SPESSO INTERROTTO, PIENO ZEPPO DI SOGNI, CHE STENTI A CREDERE NON SIANO REALI.

IMMAGINATE DI DOVER PRENDERE IL TRENO TUTTI I GIORNI CON IL CUORE GONFIO DI DOLORE, MA ANCHE DI SPERANZA.
E POI DI ASPETTARE MINUTI INFINITI CHE ARRIVI QUELL'AUTOBUS, CON LA BORSA COLMA DI PICCOLI OGGETTI CHE TU FINGI SIANO INDISPENSABILI PER CHI, LA' DOV'E', NON SA PROPRIO CHE FARSENE: LA SPUGNA MORBIDA, IL BAGNO SCHIUMA…

IL CORAGGIO CHE MI MANCA

"Cari genitori, stante la condizione di grave disagio di vostra figlia, mi sembra opportuno segnalare la gravità della situazione e l'urgenza con cui vi dovrete attivare ai fini di tutelare, proteggere e sostenere vostra figlia a rischio di agiti autolesionistici peraltro già in corso".
Inizia così la lettera che la psicologa ci ha dato e fatto firmare.
Ci consiglia un percorso di "psicoterapia familiare ad orientamento psicoanalitico".
Insomma, dobbiamo TUTTI accingerci a lavorare su noi stessi.
Sarà lungo e faticoso.
E DOLOROSO, immagino.

La lettera è molto tecnica. Quasi distaccata, come se tra le righe ci fosse scritto:
"io vi ho avvisato, adesso TOCCA A VOI, LA RESPONSABILITA' E' VOSTRA".
in realtà, la psicologa ha confermato la sua disponibilità totale.
ma, evidentemente, la procedura prevede questa specie di "passaggio di testimone"...
una sorta di "deresponsabilizzazione" dell'operatore che fino a qualche giorno…

NON RESPINGERE I SOGNI

Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono 
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno. Se sogniamo 
che la pietra è pietra, questo è la pietra. 
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste 
il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore".
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. Sognare
è il mezzo che l'anima ha
perché non le fugga mai 
ciò che fuggirebbe se smettessimo 
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo 
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra. 

(Pedro Salinas da "Largo lamento") 

I WALK ALONE

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flesh and blood

a volte nella vita si fanno cose stupide.
a volte si fanno cose insensate.
a volte si ha bisogno di farle...

controllo,
autocontrollo,
razionalità,
SENSATEZZA..


sono un essere umano,
sono una donna,
ho bisogno di sbagliare,
di sentire,
ho bisogno di sbatterci la testa.

sono fatta così.

sono io.


leonard cohen

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"CHE TU SIA PER ME IL COLTELLO"

la solitudine non è una sola. ma può avere mille forme, mille sfumature... mille aspetti.
la mia solitudine è di quelle che ti si attaccano addosso come un virus... alla fine ti sfianca, ti asciuga, ti strema, e non hai più nemmeno la forza di raccontarti che basterebbe poco per uscire dal "buco nero". poco...?
purtroppo sapevo che sarebbe andata così. nel senso che io non sono fatta per stare da sola, e nonostante abbia finora fatto i salti mortali per rimanere a galla, ora, sono al limite.
faccio del mio meglio, ma non basta. cerco di esserci sempre per coloro che sono importanti per me, ma non basta. mi sforzo per fare il mio lavoro con originalità e creatività, ma non è semplice.
la voglia di fuga è sempre presente, anche quando sembra di no.
ieri la mia psicologa mi ha detto che non va bene che io disinfetti, pulisca e poi curi le ferite da taglio che mia figlia si procura. in questo modo il mio comportamento fa da rinforzo a qualcosa di negativo. il messaggio che arriv…

il desiderio di dipingere ( C.Baudelaire)

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Infelice forse l'uomo, ma felice l'artista che è dilaniato dal desiderio!
Io ardo dal desiderio di dipingere colei che mi è apparsa così raramente
e che così presto è fuggita come una cosa bella da rimpiangere
che nella notte il viaggiatore perde dietro di sè.Quanto tempo è passato, ormai da quando è scomparsa!
È bella, e più che bella è sorprendente.
In lei abbonda il nero: e tutto ciò che ispira è notturno e profondo.
I suoi occhi sono due antri in cui lampeggia e vaga il mistero.
Il suo sguardo illumina come il lampo:
è una esplosione nelle tenebre.
Potrei paragonarla a un sole nero,
se si potesse concepire un astro buio che riversa la luce e felicità...
Ma ancora di più fa pensare alla luna,
che certo l'ha segnata con il suo temibile influsso.
Non la bianca luna degli idilli, che sembra una fredda sposa,
ma la luna sinistra e inebriante nel fondo di una notte,
tempestosa, sospinta dalle nuvole in corsa;
non la luna placida e discreta che visita il sonno dei puri,
ma la luna strappat…

in poche parole

un sito dal nome irriverente.
la chat. un uomo come tanti. la curiosità. la tua storia. ti credo e non ti credo. LA POESIA DELLA LUNA. tutto cambia. parole parole parole. viaggio in usa. sms. torni. il casello di roma sud. la punto verde. i tuoi regali. la mia sorpresa. RICONOSCERSI. l'amore, subito. la passione. l'albergo a monte porzio. estate di te. stanze d'albergo.
LA STANZA D'ALBERGO. le tendine giallo oro. il sole dovunque dentro e fuori d noi la felicità non è più altrove mesi di simbiosi assoluta stupore meraviglia. stordimento. furore. sesso tenerezza. TUTTO. poi.
gelosia. io devo amarti di meno. l'unica cosa che voglio sei tu. e tu sei di un'altra. DEVO AMARTI DI MENO
stanza d'albergo. e ristoranti. e shopping. io che salgo sulla tua auto. la vita che rubiamo... io che che scendo dalla tua auto.
le lacrime. la solitudine. ho una bambina piccola. e il bisogno di te che non passa. devo amarti di meno. molto meno. quasi niente.
STANZA D'ALBERGO. …

SUPEREROI FRAGILI

"l'ho fatto di nuovo."
la guardo, cerco di non mostrare alcuna emozione...
ma vorrei gridare, prendere a pugni il muro, rompere qualcosa, piangere.
PIANGERE.
e abbracciarla come quando era piccola, e bastavano le mie braccia e tanti baci per far passare il dolore, la paura.

oggi, no.
niente basta più.
niente serve più.

la mia bambina tenera, col sorriso sempre acceso, e gli occhi vivaci e attenti, oggi è una ragazzina triste e silenziosa che si taglia le braccia e le gambe.
e io non posso fare niente per impedirlo.

ha da poco abbandonato la psicoterapia.

io ho comprato libri, fatto ricerche online, letto di nascosto il suo diario (alcune volte invece ho avuto paura di aprirlo, quel diario, e dopo averlo preso in mano, l'ho rimesso al suo posto).
ho pregato mia sorella di darmi il cambio in casa quando andavo a scuola nel pomeriggio per evitare di lasciarla da sola.

NIENTE.

"non è lo stare sola in casa...è qualcosa che succede nella giornata, che va storto"